Passavano il loro tempo sul tetto del condominio, a bere birra con della musica rilassante. Il sottofondo è importante, diceva sempre Murray, è quello che rende meno amara la Beck’s. Che poi ora abbiano messo in commercio la Next è un altro conto, è meno amara per davvero, o almeno così dicono al pub. Si passavan le ore a parlare di aria fritta, e sinceramente Philip si era anche stufato di tutti quei tramonti plastificati che si ammiravano da lassù. C’era l’aria fresca, che secondo Murray è meno fondamentale del sottofondo ma ugualmente importante in estate. Si stava a maniche corte, a volte c’erano delle ragazze conosciute il giorno prima per la strada.
Avevano delle casse da due soldi, collegate ad un lettore mp3 che Murray aveva chiesto in prestito ─ e mai restituito ─ al cugino di Manchester. Il frigo l’avevano preso dal vecchio appartamento del nonno di Philip: un po’ squallido, ma abbastanza grande da contenere scorte di birra che spesso duravano mesi. Non mancava più niente ormai, avrebbero potuto vivere lì dentro.
Murray aveva una ragazza, un paio di anni più piccola. Abitavano a una decina di chilometri l’uno dall’altra, e si vedevano abbastanza spesso, ma non scopavano mai e Philip lo sfotteva sempre. Avendo degli ottimi rapporti, si dicevano tutto, anche quando andavano al cesso. Eppure arriva sempre quel momento in cui uno dei due trova qualcosa da nascondere, quel fatto inappropriato che non puoi raccontare nemmeno abbracciato ad un fusto di birra mentre guardi il più bel tramonto degli ultimi dieci anni di soffitta.
Quel momento arrivò per Philip quando lei ─ e per lei si intende quella che, al tempo, era la nuova ragazza di Murray ─ entrò in soffitta e lo trovò steso sul divano, che guardava il soffitto e piangeva. Suo nonno era morto da poco, e al pub non puoi piangere, ché poi sei una femminuccia e tutte quelle cose che si dicono a quest’età. Aveva già bevuto una decina di birre troppo poche per cancellare il dolore, troppe per non fantasticare sulla scollatura di quella graziosa biondina.
Venne tutto naturale, poi. Scambi due opinioni, le racconti che bella persona era tuo nonno e che ti ha lasciato il suo vecchio frigo. A quel punto, diciamocelo, passa un attimo tra un bacio sulla guancia e uno sul collo.
Ancora meno da uno sul collo a uno sulle labbra.
Onestamente, a Philip dispiaceva soltanto guardarla. Murray era molto geloso. Tutti, all’inizio, sono gelosi, soprattutto se hanno una ragazza con delle belle tette.
I baci continuavano ad aumentare di ritmo, di intensità, le mani scivolavano verso il basso. Era effettivamente un bel momento, il nonno sarebbe stato fiero di Philip. La fretta cominciava ad aumentare. Nella foga, le si strappò un bottone della camicetta che venne prontamente buttato sotto il divano.
In quel momento niente era più dolce del suo reggiseno rosso. Philip non adorava il pizzo, perciò sfilarlo fu ancora più facile. Anche i baci cominciarono a scendere, volavano maglie. Ora la ragazzina si toglieva la fascia rossa che le legava i capelli. La chioma bionda le cadeva sulle spalle e proseguiva per la schiena bianca, dritta, dolcissima.
Cominciarono i primi respiri affannati, le prima urla soffocate dai baci e dai morsi. I problemi cominciarono a sparire lentamente, a ritmo dei bacini che si sfioravano e ora si toccavano quasi violentemente.
Philip capì finalmente che anche la più grande amicizia può essere distrutta da un semplice orgasmo.
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Ora rimanevano in mutande sulla terrazza, un tramonto mozzafiato e una Philip Morris blu. Il silenzio meritava più di qualsiasi altra scopata.